| Allevare
le api è un mestiere a cui ci si appassiona nel tempo sempre più.
L'ape attrae l'apicoltore per due motivi fondamentali: la complessità
della sua vita sociale e biologica e per l'attitudine a produrre le molteplici
risorse naturali quali: miele, polline, propoli, cera, pappa reale e veleno
d'api.
Senza tornare indietro agli antichi Egizi, che 3000 anni fa sfruttarono per primi il nomadismo sul Nilo, come forma di allevamento razionale delle api, per poter utilizzare più fioriture di diverse zone, occorre dire che le conoscenze sull'apicoltura si approfondirono solo nel XIX sec., epoca in cui si svilupparono le tecniche di |
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produzione e le conoscenze biologiche che hanno fatto assumere all'apicoltura le dimensioni odierne. Però in Italia solo negli ultimi decenni del 1900 la classe dirigente agricola incomincia la divulgazione delle conoscenze apistiche; risale a questo periodo la diffusione e la conoscenza di questi nuovi concetti dell'apicoltura razionale, come il nomadismo. Queste tecniche si svilupparono celermente in alcune zone d'Abruzzo e in special modo nella provincia di Chieti. Infatti paesi come Tornareccio e Roccascalegna vantano già da allora un'alta consistenza di alveari, con numerose aziende che già all'epoca avevano sviluppato la tecnica del nomadismo. |
LAVORI IN APIARIO
L'attività
delle api riprende, a seconda della zona geografica, nel mese di gennaio,
con l'opera di deposizione delle uova da parte della Regina, e con le prime
pallottoline di polline raccolte dalle bottinatrici. Da questo momento
l'apicoltore inizia il controllo delle scorte per ogni famiglia; nelle
prime giornate calde di febbraio iniziano le ispezioni sulla famiglia d'api,
la visita deve essere molto breve, per non far raffreddare la covata.
Nel
mese di marzo, secondo l'andamento climatico, devono essere verificati:
la consistenza della covata, delle scorte, i sintomi o la presenza di malattie,
lo stato di invecchiamento dei telaini, l'occorrenza di livellamento delle
famiglie e, se è possibile, procedere al controllo della regina.
Ad aprile,
a seconda delle esigenze e degli indirizzi produttivi, si possono stimolare
le famiglie con lo sciroppo alla produzione di sciami artificiali, all'allevamento
delle regine oppure alla produzione della pappa reale. Proprio ad aprile
si possono incominciare ad insertire le trappole per la raccolta del polline:
in questo periodo le colline d'Abruzzo sono colorate da moltissima flora
spontanea, nella nostra zona prevale la Borragine (Borrago Officinalis),
che spesso con il suo nettare arricchisce un ottimo millefiori.
Maggio
è il mese dell'Acacia (Robinia Pseudoacacia): infatti le vallate
del chietino (Ari - Giuliano Teatino -Filetto) sono colorate di bianco
ed emanano dei leggeri ma persistenti profumi di vaniglia.
Giugno
è il mese della transumanza degli alveari verso i monti. Gli apiari
vengono collocati nelle vallate di Pescocostanzo, Roccaraso, Palena per
sfruttare la fioritura di una foraggera perenne, la Lupinella o Crocetta
(Onobrychis viciifolia). Le vallate della Maiella e l'Altopiano delle Cinque
Miglia nel mese di giugno-luglio, offrono uno spettacolo incantevole con
la fioritura della Lupinella. Infatti, laddove finiscono i boschi di faggi
e di acero, iniziano le distese di rosa e lo strato di violetto dei pascoli
fioriti, dove le nostre api producono il miele uniflorale di lupinella
di colore chiaro e dalla cristallizzazione fine, dal profumo leggero di
foraggio appena raccolto.
L'aroma
e il profumo di questo miele racconta i sapori e le intensità dell'Abruzzo
montano, con i suoi boschi e i suoi pascoli. Dopo i raccolti montani, le
api vengono trasferite fuori regione: nel vicino Molise per le fioriture
del Girasole (Helianthus annuus) oppure nella piana dell'Agro Pontino del
Lazio per la fioritura dell'Eucalipto (Eucalyptus calmanduleusis).
Nel
mese di agosto gli apiari possono tornare sulle colline sottostanti la
Maiella, dove troviamo ampie zone di Erba Medica (Medicago Sativa). Se
la fioritura lo permette, si possono ottenere anche dei monoflora di medica;
a volte, anche se è sempre più raro, le api possono raccogliere
nettare da un'erba bianca infestante delle stoppie (Stachysd annua). I
mesi di agosto e settembre, nei boschi e lungo i fossi della zona pedemontana
della Maiella, si riescono a fare delle abbondanti produzioni di melata,
miele che prende il nome non dal fiore, ma dall'insetto che lo produce
infestando le piante. Dopo la smielatura della melata, si tolgono i melari
ed iniziano le visite di controllo del nido, gli interventi di controllo
della varroa e il controllo delle scorte per invernare le famiglie: questa
operazione è importantissima , perché da un buon invernamento
e dalle scorte di miele che si trovano nel nido, dipende la prossima annata
apistica.
IL LAVORO DI VENDITA E PROMOZIONE
Insieme al lavoro giornaliero con le api, c'è il lavoro anch'esso giornaliero e costante della vendita del miele presso i negozi sparsi in tutta Italia e ultimamente anche all'estero, questo anche grazie ai continui sforzi di promozione del miele come prodotto che si sposa con il territorio abruzzese, con i suoi Parchi. Spesso l'azienda apistica accoglie visite di gruppi turistici, organizzati da agenzie di viaggi, i quali vengono guidati attraverso la conoscenza del ciclo produttivo completo, la dimostrazione delle tecniche di estrazione e confezionamento, e vengono presi letteralmente per la gola con le degustazioni dei nostri prodotti. Questi visitatori si leccano i baffi nell'assaggiare le ricotte con il miele d'acacia e noci, i pepatelli, le pizzelle con la crema di nocciole e miele e i rosoli al miele di anice, cannella, arancio e limone. Vengono catturati nell'osservare le splendide candele di cera vergine decorate a mano e le confezioni regalo originali e curate. Il miele è proposto non solo come semplice dolcificante o febbrifugo, ma come alimento che può essere presente in modo costante sulla tavola degli italiani, per il solo motivo che il miele è buono e fa bene , perché è l'alimento naturale per eccellenza; come alimento giornaliero, viene proposto con i formaggi pecorini abruzzesi oppure con le buone ricotte, sia di pecora che di mucca. Il miele lo possiamo trovare allo stato liquido o cristallizzato, il suo colore va dal giallo paglierino chiaro, all'ambrato, al marrone, all'ambrato scuro o quasi nero; questa diversità di colore, consistenza e sapore deriva dalla diversità del miele. Da molti anni, per allargare la già ampia gamma di mieli quali: acacia, millefiori di montagna, lupinella, girasole, erba medica, erba sulla, melata e eucalipto, si elaborano anche prodotti derivati dal miele, per soddisfare la sempre più crescente esigenza dei consumatori. Questi altri prodotti sono: la frutta secca con il miele d'acacia (noci, mandorle, nocciole, uva e albicocche, fichi e noci); crema di nocciole impastata e mischiata al miele millefiori; biscotti con miele (pepatelli); liquori (rosoli al miele).
GLI ALTRI PRODOTTI DELLE API
IL POLLINE
II Polline
è l'elemento fecondante maschile del fiore e viene raccolto dalle
api che lo confezionano in pallottole agglomerandole con il nettare; queste
pallottole vengono trasportate all'interno dell'alveare per mezzo di apposite
cestelle situate sull'ultimo paio di zampe. Il polline riveste un ruolo
fondamentale nella biologia dell'alveare perché è l'unica
sostanza ad alto contenuto proteico che entra nell'arnia, quindi è
indispensabile per l'alimentazione delle larve e delle giovani api. Ma
il polline è anche un prezioso integratore alimentare per l'uomo,
perché contiene, oltre all'acqua, protidi, glucidi, lipidi, vitamine
(A,B,C,D ecc.), sali minerali, oligoelementi e molte altre sostanze. Quindi
in tutte quelle situazioni delicate fisiologicamente può essere
consigliato l'uso del polline, anche per la cura di astenie, rachitismo,
osteoporosi, prostata, irregolarità intestinali ecc.
LA PAPPA REALE
La Pappa
Reale è prodotta dalle api nutrici (dal 5°al 14° giorno
di vita) per mezzo delle ghiandole ipofaringee. La Pappa Reale viene somministrata
per soli tré giorni alle larve destinate a diventare api operaie
e fuchi e invece per cinque giorni alle future regine. Tale supernutrimento
fa aumentare notevolmente le dimensioni della regina e provoca lo sviluppo
sessuale e ne prolungherà la vita eccezionalmente anche fino a 4
anni. La Pappa Reale fresca è di aspetto gelatinoso e di colore
biancastro. È molto acida (Ph = 4 circa).È costituita dal
66% di acqua, glucidi, glucosio e fruttosio, maltosio, lipidi, protidi,
amminoacidi, vitamine (tutto il gruppo B), sostanze minerali, acetilcolina
e un fattore antibiotico e antibatterico. Numerosi studi fatti delle proprietà
della Pappa Reale applicate sull'uomo evidenziano numerosi vantaggi nutritivi,
energetici e metabolici quali: stimolazione dell'appetito, aumento della
vitalità in generale. Agisce anche come ricostituente a livello
generale, per la sua azione rivitalizzante cellulare.
LA PROPOLI
La propoli
è raccolta dalle api su certi vegetali, in particolare alberi, specialmente
sui germogli e sulla corteccia. Durante il trasporto all'alveare, le api
addizionano a questa sostanza alcune loro secrezioni (cera e secrezioni
salivari), modificandola sensibilmente. La propoli viene impiegata dalle
api per costruire barriere di difesa, per chiudere crepe, per verniciare
le superfici delle arnie, per incollare tra loro le parti mobili dei favi
e, infine, per imbalsamare gli animali che si introducono nell'arnia, uccise
dalle stesse api. La propoli è di colore bruno scuro, quasi nero,
di sapore aspro, a volte amaro; l'odore è di resina, vegetale. Si
presenta sotto forma di scaglie alla temperatura di 15°C, diventa molle
e malleabile intorno ai 30°C ed appiccicosa o viscosa al disopra di
tale temperatura. È costituita dal 50% di resine e balsami, 25%
di cera, 10% di olii essenziali e sostanze volatili, 5% di polline, 5%
di materiali organici e minerali diversi (ferro - rame - manganese - calcio
- cromozinco -ecc.) e numerosissimi costituenti della classe dei flavonoidi,
quali l'acido benzoico, cinnamico ecc. La propoli è essenzialmente
una sostanza con proprietà antibiotiche, anestetiche, cicatrizzanti.
Notevole è l'azione antinfiammatoria nelle affezioni otorinolaringoiatriche
e bronco-polmonari. Può essere usata a livello dermatologico come
disinfettante e cicatrizzante per contusioni, ferite, ustioni, ascessi,
ulcere varicose e in genere tutte quelle cicatrizzazioni lente e difficili.
IL VELENO D’API
L'ape
produce il veleno attraverso due ghiandole situate nell'addome che sfociano
nella vescica del veleno, a loro volta collegate col pungiglione. Solo
le api operaie producono veleno, in quanto hanno il pungiglione. Per ottenere
quantità apprezzabili di veleno si usa un piccolo apparecchio posto
davanti all'entrata dell'arnia. Il veleno d'api è costituito da:
acqua 70%, da melittina, fosfolipari, ialuronidasi, apamina e istamina.
La medicina ufficiale ha dimostrato la sua azione nella cura di affezioni
reumatiche, osteoarticolarie, neurologiche e le sue notevoli caratteristiche
antibiotiche.
MIELI D'ABRUZZO
Le produzioni
di miele millefiori e monoflora abruzzesi non sono caratterizzate da grossi
raccolti dal punto di vista quantitativo, perché con l'avvento dell'agricoltura
intensiva sono scomparse le grandi estensioni di foraggere quali l'Erba
Sulla, la Lupinella e l'Erba Medica per la produzione del seme. Pertanto
solo in alcune zone montane e pedemontane si riesce a produrre del monoflora
di queste specie. Invece, per quanto riguarda il miele d'Acacia, è
sempre più facile produrre anche in Abruzzo buoni mieli con caratteristiche
monofloreali. Infatti la Robinia, essendo una pianta infestante, sta sempre
più invadendo i fossi, i terreni incolti e le aree marginali. Sarebbe
utile recuperare questi terreni abbandonati con una coltivazione mirata
di questa pianta, che non ha la sola qualità mellifera, ma è
ottima per il consolidamento delle scarpate, e per il legno, che viene
utilizzato anche per la produzione di pavimenti. Quindi sarebbe auspicabile
che la Regione, il Corpo Forestale e altri Enti sviluppassero un piano
di riforestazione di Robinie nei terreni marginali, con Robinie ad alta
produzione mellifera. Questo tipo di scelta è stata già da
molto tempo fatta in altri Paesi Europei per esempio l'Ungheria. Anche
l'Erba Sulla potrebbe essere sfruttata per recuperare terreni incolti e
zone calachifere, per migliorare terreni argillosi e per una buona rotazione
nei terreni troppo sfruttati dalla coltivazione dei cereali. Tutto questo
potrebbe avere anche un risvolto certamente non meno importante, ossia
quello di ridare colore alle colline abruzzesi e questo aspetto potrebbe
formularsi come un ottimo biglietto da visita per il turista che si avvicina
dal mare verso i monti.
Miele Millefiori:
di
colore variabile a seconda della fioritura prevalente e del periodo di
produzione, va, infatti, dall'ambra chiaro al marrone scuro. Anche il sapore
può variare dal molto dolce all'amarognolo. È molto ricco
di contenuto pollinico, è ottimo per dolcificare, utile nelle affezioni
dell'apparato digerente.
Miele di Acacia:
è
uno dei mieli più conosciuti e apprezzati, perché cristallizza
raramente, di colore giallo chiaro o paglierino. Gusto dolce non acido,
odore leggero quasi inesistente, aroma di vaniglia confetto. Svolge una
buona azione sulla attività biliare.
Miele di Lupinella:
colore
dal bianco all'ambra chiaro, sapore molto delicato, aroma leggero che ricorda
i profumi del fieno fresco della montagna abruzzese. La cristallizzazione
avviene lentamente, con cristalli piccoli e consistenza cremosa. Gli si
riconoscono proprietà sedative ed emollienti.
Miele di Erba Sulla:
di
colore dall'avorio al bianco se cristallizzato. Aroma delicato, sapore
vegetale, l'odore ricorda il fieno, l'erba. Cristallizzazione fine, questa
fine consistenza e la facile solubilizzazione, rende il miele adatto a
preparare dolci, tisane e bevande. Svolge una buona azione diuretica e
vitaminica.
Miele di Erba Medica:
colore
dal beige chiaro al nocciola. Cristalli grandi. Aroma di erba o fieno.
Sapore dolce ma astringente. Svolge un'azione antiemorragica e viene utilizzato
come integratore vitaminico.
Miele di girasole:
di
colore giallo intenso. Cristallizzazione molto rapida con cristalli duri.
Odore di inedia intensità. Sapore meno dolce degli altri mieli poiché
è maggiore la componente di glucosio rispetto a quella di fruttosio.
Viene consigliato nella dieta dei sofferenti di colesterolo, è un
miele che ha una buona azione antinevralgica e febbrifuga.
Miele di castagno:
di
colore scuro. Di sapore amaro, forte e penetrante che lo differenzia dagli
altri mieli. È molto ricco di tannino. Aroma pungente.
Melata:
colore
dall'ambra scuro al marrone scuro. E un miele che cristallizza poco e molto
tardi, spesso resta liquido. Sapore di malto, caramello non eccessivamente
dolce, leggermente amaro. Amaro di resinoso di vegetale. È un miele
ricco di enzimi e di ferro, è un ottimo antianemico
- Testo elaborato da Alfonso Bianco, ed allegato al n. 41 della rivista "D'Abruzzo" primavera 1998.