Lo Specchio n° 371 del 03/05/03 supplemento del quotidiano la Stampa



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                            AMICO DELLE API - Alfonso Bianco alle prese con le arnie della sua Azienda a   Guardiagrele, in provincia di Chieti

                                          MIELE COME UNA VOLTA
INTEGRALE, MONOVARIETALE, PIÙ ALTRE GHIOTTONERIE ASSORTITE SONO LE SPECIALITÀ DELL'APICOLTURA BIANCO, AZIENDA ARTIGIANA CON CLIENTI ANCHE IN GIAPPONE
di Antonio Attorre foto di Giuseppe Carideo

Che l'area del Parco nazionale della Majella e i suoi dintorni collinari pedemontani stiano conoscendo una stagione di rinnovata valorizzazione turistica è una buona notizia, alla quale è da aggiungere la crescente attenzione che vanno conquistando produttori, ristoratori, artigiani alimentari del territorio. Tra questi è da annoverare l'apicultore Alfonso Bianco, con la sua irresistibile teoria di mieli integrali e ghiottonerie a base di miele, che è anche un omaggio alla biodiversità e al rispetto della migliore tradizione. In una provincia come quella chietina, che vanta la maggiore concentrazione di alveari in Italia, l'apicoltura è fortemente radicata, fin dagli anni Cinquanta. Alfonso iniziò da ragazzo a dedicarsi a questa attività, mantenendola per vent'anni quale secondo lavoro e facendone poi, da cinque anni a questa parte, l'occupazione prevalente. In estate c'è bisogno di aiuti esterni, che si aggiungono all'esperienza dei genitori ormai anziani. La moglie, architetto, collabora al marketing con la realizzazione di etichette per le confezioni; anche se di piccole dimensioni, l'azienda


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    Gli alveari dell'azienda vengono spostati per inseguire fioriture differenziate lontano dall'inquinamento urbano

      DALL'ARNIA AL BARATTOLO Dall'alto: le arnie colorate dell'azienda Bianco, l'apertura degli alveari,

conta appassionati clienti in Giappone, Germania, Canada, oltre che in regione. Attenta a tutte le fasi di produzione e lavorazione del miele, l'azienda Bianco pratica il nomadismo: sposta cioè gli alveari inseguendo fioriture differenziate e cercando ambienti salubri, lontani da fonti di inquinamento urbano, dalle zone pedemontane a quelle di alta montagna, fino a 1.300 metri di altitudine. Per ottenere miele monovarietale di lupinella, per esempio -erba spontanea ormai reperibile solo in alcune aree dell'Abruzzo e del Molise - i Bianco raggiungono Pescocostanzo, uno dei comuni più alti nell'area del Parco; il miele che ne deriva ha caratteristiche di particolare delicatezza e aromaticità. Le operazioni di estrazione e confezionamento del miele (disopercolazione, smielatura, maturazione, decantazione, invasettamento) sono svolte ancora con metodi  tradizionali, che si avvalgono però di moderne strutture come i contenitori in acciaio inox per la maturazione, a garanzia della massima igiene. Dopo tre settimane di riposo in penombra, il miele decantato naturalmente è chiuso in contenitori di vetro che, già al primo colpo d'occhio, rivelano un'affascinante gamma di tonalità: dal quasi bianco o ambrato della lupinella al paglierino chiaro dell'acacia, dal

        l'operazione dì smielatura.

        Nell'altra pagina: l'invasettamento del miele, candele grezze e il prodotto finito



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beige chiaro dell'arancia all'avorio della sulla, dall'ambrato scuro dell'eucalipto al marrone scuro della melata di quercia. Altri prodotti a base di miele disponibili in azienda sono i fichi farciti con le noci, uva e albicocche passite, frutta secca mista, nocciole tostate, noci locali e i pepatelli, biscotti caserecci essiccati in forno. Una volta visitata l'azienda nella località Villa San Vincenzo (in via Sciusciardo 10, tel. 0871-893422, www.apicolturabianco.it), vale la pena raggiungere il centro storico di Guardiagrele. La località è tra quelle che meglio hanno saputo conservare tradizioni artigianali, come quelle del rame e del ferro battuto, alle quali è dedicata, in estate, una delle più interessanti rassegne regionali A proposito di artigianato locale, nella vicina Pretoro, arroccata su un colle con la Majella alle spalle, da sempre si realizzano «le chitarre», vale a dire i telai in legno di faggio muniti di fili d'acciaio sui quali sono passate le sfoglie fresche di pasta all'uovo per ottenerne i maccheroni «alla chitarra», più sottili o più consistenti a seconda della distanza tra i fili. Per restare ai sapori dolci, è invece imperdibile, nel centro di Guardiagrele, un assaggio del dolce simbolo di queste partì: le sise delle monache. Tre «monti» di pan brioche farciti di crema e spolverati di finissimo zucchero a velo. •                 A.A.